mercoledì 21 febbraio 2007

prigioniero in mare


Non ricordo quando la nave è salpata e sono già in mare aperto da un pezzo, nessuno mi ha detto dove stiamo andando, come fare ad approdare, nemmeno chi c'è al timone, so solo che sono lontana da terra, dalla mia terra.
Non ho una cartina, una mappa, una bussola per orientarmi, non ci sono occhi familiari da incrociare. cerco di cambiare rotta ogni tanto, di affacciarmi dala grata, ma non riesco a vedere nulla, accanto a me sento che c'è qualcuno.
In questo bunker in mare aperto arrivano degli spiragli di luce, e dei soffi di brezza che mi rallegrano, ma credo che il problema sia questo continuo mal di mare.
Non esistono pillole per questo o secchi dove vomitare e liberarsi della vertigine, si può solo proseguire, cercare di aggrapparsi alla grata e respirare profondamente.
Poi sogno che tengo stretto un bambino, che mi parla e che invece del mare aperto tocco terra. Che ritrovo gli occhi di mia madre, tristi, perchè non mi ha mai accudita e non mi ha saputo fermare, quelli di mia sorella che anche lei è fuggita, di mio fratello che ha cominciato a parlarmi a 22 anni, di mio padre che se ci fossi stata mi avrebbe deluso per prove.
E non posso tornare da dove vengo, perchè ho vissuto lanciandomi altrove,
e non posso restare dove sono perchè ho mal di mare.

4 commenti:

caleidoscopio ha detto...

"si hubieran en total dos sitios
serìa el segundo
el fin del mundo,
el sur del sur"

El sur del sur, Jorge Drexler

El mal de mar no pasa, solo pasamos nosotros pues hemos elegido transitar, alejarnos, inmigrar...
somos esta historia que esta aquì, parada,en esta nave que va y que tal vez no llegara nunca a ningùn lugar pero que si save bien de donde partio, y es esto lo que te llevas, la brujula que te lleva a encontrar la pildora para este mal de mar.
vivere lasciandoci altrove è soltanto un'altra forma di resistere, lottare, vivere questo bosigno di libertà que nos inunda.

emme ha detto...

lascio un commento perchè mi sento molto vicina a questa sensazione di prigionia, come fosse impossibile sia andare sia restare fermi. penso che il mal di mare ce l'abbiamo tutti, un pò passa guardando il mare o andando a cercare il timone o un telefono per chiedere aiuto, un pò resta però.

Anonimo ha detto...

la libertà è solo un'illusione, al massimo, se siamo bravi, un nocciolo duro che ci portiamo dentro e che nessuno - se non noi stessi - può sottrarci (uno dei migliori racconti in tema è presente in V for Vendetta, o in Salò di ppp). un approdo che deve essere sempre presente (bisogna essere attenti per essere padroni di se stessi, cantava lindo ferretti prima di impazzire) a noi stessi soprattutto in questi momenti. chiudi gli occhi, ricordati che persona meravigliosa sei, e vai avanti.
antonio

somnia ha detto...

il mar di mare va e viene, lo tengo a bada pensando all'amore, agli amici, ai bambini che quillano le loro voci nel palazzo in cui vivo...
un pò resta, Emme, è vero, ma anche questo è venire al mondo...