giovedì 15 aprile 2010

The beige democracy - La democrazia del color crema (italiano in basso)


The thing that I hate most in my apartment is the wall-to-wall carpet, a carpet that goes all over the living, the bedroom and the wardrobe. 2 cm high, synthetic but best of all ... beige. Well, once it was beige, now is more likely gray all over the wall and has a colorful artwork in the middle of the living room – the Jackson Pollock zone. It is not so bad, I like the artistic touch of the coffee and ketchup stains dripped on the carpeting.
Actually, the real problem of the apartment is not the carpet, but the varnish that covers with democratic attention all the wall, molding, shelves, windows frames, floor socket ….and everything else that crossed the brush including the surface of the doors. Varnish is not a water paint, but something shiny, stinky and best of all ...beige. It has a plus, it is washable! So I don't understand why they remake the paint every time the house changes tenant. Without considering that every tenant rent a smaller apartment, the thousands covers of varnish don't let the door remain close, never.
Now that I think about, the real problem of the house are clearly the doors! The wardrobes and the closet always show their content, and the apartment never seems tidy. Like in the living, with that hole in the window.
Nothing against the holes;they let the air flow, they can be hidden with a curtain - if you can find a no-beige one - and moreover they make the house fresher, as the temperature of heater can't be regulated. But this hole, this one is a big headache! Because it is filled with a cutting edge (in the 50's) air conditioner, that it is not color beige but wooden fake, and is perfectly working. So perfectly that when it is on it is impossible to speak. Not bad, at least it covers the noise of the fridge, the real problem of the house.
Imagine a big, beige with some rust, giant that makes a dramatic, vibrant noise, that you can't even turn off in winter!
So, even though all those comforts I considered to move, but who have been living here longer than me told me that this is the standard of the American mansion.
Standard? Is that the right word? When you notice that the post office had the same internal designer of McDonald's, with bars to order and back-lighted menus in front of you; when you find out that every Mall has the same "C shape" plant, and discover the Starbucks in the same point of it – because always there is a Starbucks- do you thing to STANDARD?
I heard about that this is democracy, everything the same, equally, equally made in America, every house with the same beige carpet, beige wall, beige fridge...Don't dare to think that this could be a very ironic metaphor for Communism.
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La cosa che più odio dell'appartamento dove vivo è il wall-to-wall carpet, una moquette che copre tutto il salone, la camera da letto e il dentro dell'armadio. Alta 2 cm, sintetica, ma soprattutto color crema. Beh, una volta era color crema, adesso ha assunto tonalità di grigio lungo i bordi wall-to-wall e variopinta maculazione nella parte centrale del salotto, denominata Jackson Pollock zone. Non è così male in fondo, mi piace il tocco artistico delle macchie di caffè e ketchup colate dall'altro.
In realtà, il vero problema dell'appartamento non è la moquette, ma lo smalto che copre con democratica uguaglianza tutte le pareti della casa, i battiscopa, gli scaffali, le finestre ... e tutto ciò che avuto la sfiga di incrociarsi con il pennello, incluso la superficie delle porte. Smalto, non pittura ad acqua, lucido, odoroso ma soprattutto color crema. Lavabile certo, allora non capisco perchè ogni volta che l'appartamento cambia inquilino danno di nuovo a tutto quanto una mano di crema. Senza considerare il fatto che l'inquilino successivo affitta un appartamento più piccolo rispetto al precedente, i mille strati di pittura impediscono alle suddette porte di restare chiuse.
Ora che ci penso, il vero problema dell'appartamento sono proprio le porte! Gli armadi e gli sgabuzzini mostrano sempre il loro contenuto, e la casa non appare mai ordinata. Come nel living, con quel buco nella finestra.
Niente contro i buchi per carità, fanno passare l'aria, possono essere coperti con una tenda (se si riesce a trovarne una che non sia color crema), e aiutano a rinfrescare l'aria quando come in casa mia i termosifoni non si possono regolare in temperatura. Ma questo, questo buco è davvero un problema, perchè in realtà fa posto ad un funzionalissimo condizionatore di ultima generazione anni 50 (che almeno non è color crema, ma finto legno) perfettamente funzionante. Talmente funzionante che quando funziona non si può parlare, per via del rumore. Il che non è male, almeno copre quello del frigo, il vero problema della casa.
Immaginate un gigante color crema con sprazzi di ruggine che fa un rumore vibrante e assordante che non si può spegnere nemmeno in inverno...
E così, nonostante tutti i comfort, ho pensato di cambiare casa, ma chi sta qui da prima di me ci ha messo poco a spiegarmi che questo è lo standard della magione americana.
Standard è la parola giusta?. Quando noti che l'ufficio postale ha lo stesso internal designer di McDonald, con banchi per ordinare e menù di prodotto retroilluminati, quando ritrovi la stessa pianta a ferro di cavallo in tutti i Mall in cui vai, e vedi che hanno lo Starbucks nello stesso punto (perchè c'è sempre uno Starbuck), pensi alla parola STANDARD?
Ho sentito dire che anche questa è democrazia, tutto uguale, tutto fatto in America, tutte le case con la stessa moquette crema. Non vi fate nemmeno venire in mente che ci potrebbe essere una davvero ironica interpretazione di comunismo.

1 commento:

ladydai ha detto...

You sound as if you found yourself a ghetto. I was born and raised in America and what you describe sounds like a place, you should move away from and quick.